Quando Andrea (Giovannetti) mi ha chiesto di scrivere un articolo su Fibonacci, il mio primo pensiero è stato: “Domine, non sum dignus”. Mentre nell’emisfero sinistro del cervello – quello dedicato alla razionalità – lampeggiava la formula liturgica latina, la parte destra, evolutivamente predisposta alla creatività, si era già portata avanti col lavoro.
Articolo di Maurizio Morolli
Dopotutto, mi sono detto, la matematica è una delle mie passioni, specialmente quando si tratta di grandi enigmi come l’Ultimo Teorema di Fermat, studiare la Teoria dei Giochi applicata a scommesse e investimenti, o esplorare il mistero della Serie Aurea.
Va detto che Andrea ha saputo premere il tasto giusto: cercare il punto di vista di un non-matematico, ovvero quello di un semplice ragioniere, come il sottoscritto. Ma la parte del cervello demandata alla permalosità – decisamente ben sviluppata, nel mio caso – ha subito ribattuto: “Come sarebbe a dire non-matematico? Ho sostenuto tre esami di Analisi Matematica, ho persino studiato storia post-laurea: uffa”!
Cominciamo dalle basi, come alle elementari prima del temibile “tema in classe”.
Il Grande Pensatore Trascendentale Chat GPT ci dice che Leonardo Pisano, meglio noto come Fibonacci (circa 1170 – circa 1242), è celebre soprattutto per la sequenza che porta il suo nome, in cui ogni numero è la somma dei due precedenti.
Fin qui, l’intelligenza artificiale ha aggiunto poco.
Il vero contributo di Fibonacci alla matematica e alla contabilità moderna, però, va ben oltre la celebre sequenza. Il figlio di Bonaccio introdusse in Europa il sistema numerico indo-arabo, basato sulle dieci cifre (0-9) e sulla posizione decimale. Prima della sua introduzione, si computava ancora con i numeri romani, privi sia dello zero che della rappresentazione posizionale, rendendo complessi i calcoli, soprattutto per moltiplicazioni e divisioni.
L’adozione del sistema decimale descritto da Fibonacci permise a mercanti e amministratori europei di calcolare con maggiore facilità e precisione, rivoluzionando la gestione dei libri contabili, la riscossione delle imposte e la valutazione delle transazioni commerciali. In altre parole, con Fibonacci nasce la figura del commercialista.
Nel Liber Abbaci – il suo celebre manoscritto, che Andrea sta ora portando nelle librerie – Fibonacci non si limitò a presentare il nuovo sistema numerico, ma affrontò questioni pratiche quali il calcolo degli interessi e il valore attuale del denaro. Temi che ancora oggi sono centrali nella finanza, dove il rapporto tra tempo e denaro è essenziale per la gestione e le decisioni di investimento.
Il sistema numerico decimale semplificò i calcoli economici e gettò le basi per la finanza moderna. Grazie alle sue intuizioni, Fibonacci ha profondamente influenzato il mondo della contabilità e della finanza, lasciando un’eredità che ancora oggi modella il modo di intendere il denaro.
Si occupò di problemi pratici di matematica finanziaria, agrimensura, enigmistica e indovinelli matematici, spesso presentati in forma di storia; alcuni sono diventati classici già nel XIII secolo (come dimenticare le sette vecchie a Roma con i sette muli?).
Ma lasciamo da parte le considerazioni serie e passiamo all’aspetto ludico del suo lavoro: quello che ha alimentato l’analisi tecnica, la previsione dei dati finanziari e superato la “Palla di Cristallo”, fornendo basi (talvolta inaspettate) alle dottrine sviluppate da Vanna Marchi e dal Mago Otelma.
Un amico, lui sì Matematico, ripete spesso che statistica e matematica spiegano benissimo il passato, ma quando si tratta di futuro, le previsioni degli analisti hanno la stessa attendibilità delle interiora delle Oche del Campidoglio.
“Ma come, la Matematica è una scienza esatta!”, borbottano i miei (pochi) lettori.
Certo, è ciò che si insegna alle elementari; eppure, il Figlio di Bonaccio (o era Bonacci? o Pisani?) ci ha insegnato qualcosa di più: la matematica è creatività, interpretazione e filosofia.
Tra le altre cose.
Ma cerchiamo di non divagare troppo, altrimenti Andrea potrebbe non pagarmi il pezzo.
Sempre il Grande Pensatore Trascendentale Chat GPT ci ricorda che, secondo numerosi studi, le correzioni di prezzo nei mercati finanziari rispettano determinati fattori percentuali collegati ai valori della serie di Fibonacci, spesso usati per determinare livelli di supporto e resistenza e per individuare possibili inversioni di tendenza. I numeri chiave sono: 23.6%, 38.2%, 50%, 61.8% e 76.4%.
E poi, grazie alla rubrica “Strano ma vero” della Settimana Enigmistica, scopriamo che le corna delle capre e dei montoni crescono seguendo spirali costruite sul Rapporto Aureo, e che molti fiori dispongono i petali secondo numeri di Fibonacci per ottimizzare la crescita e l’esposizione alla luce.
Che c’entrano le corna di capra e i petali con il trading? Tecnicamente nulla. Ma il vero motivo per cui il ritracciamento di Fibonacci è popolare tra i trader sta proprio nella sua diffusione: più viene seguito un indicatore, più questo tende a diventare auto-avverante. Quando abbastanza partecipanti al mercato si affidano agli stessi livelli, questi finiscono per funzionare davvero come supporti e resistenze.
Paradossalmente, dunque, Fibonacci finisce per essere giustificato da fenomeni collettivi auto-avveranti – ecco che la citazione di Vanna Marchi e del Mago Otelma appare meno irriverente!
A noi – cioè a me – piace però pensare a Fibonacci come a una figura gigantesca per il suo tempo: un innovatore che ha gettato le basi per la matematica dei millenni successivi.
Bernardo di Chartres, nel XII secolo, scrisse che siamo nani sulle spalle dei giganti e che vediamo più lontano non grazie alla nostra vista, ma perché sollevati dalla grandezza di chi è venuto prima di noi.
Nel mio podio personale “all time” dei giganti innovatori, Fibonacci è lì, accanto a Galileo e Leonardo.
E sfido chiunque a contraddirmi.
Ad astra.



Comment (1)
Bravo Mauri