Un testimone, non necessariamente un enigma da risolvere
La tentazione più immediata consiste nel trasformare ogni figura non identificata in un mistero: chi è davvero? Che cosa nasconde? Perché conosce la scena? Sono domande legittime, ma potrebbero portarci fuori strada.
Nel manoscritto viennese gli spettatori compaiono anche in altre miniature, affacciati da logge, gallerie, finestre o palazzi, mentre assistono a duelli, giudizi, tragedie e avvenimenti pubblici.
La loro presenza sembra quindi appartenere anche al linguaggio visivo dell’opera, che ama costruire le scene come piccoli teatri popolati non soltanto da protagonisti, ma anche da testimoni.
Questo non rende il giovane del foglio 86 meno importante; al contrario, ci invita a considerarlo prima di tutto come una scelta compositiva. Il miniatore aveva bisogno di dare profondità alla stanza, di animare il livello superiore dell’architettura e di trasformare il gesto compiuto da Petrarca e Laura in un avvenimento osservato.
Il soppalco non è un semplice fondale: crea una seconda quota dello sguardo, separa chi agisce da chi assiste e introduce nella pagina una relazione tra scena e pubblico.
La miniatura come teatro
Le cornici architettoniche dei Codici 2581 e 2582 trasformano spesso le miniature in palcoscenici. Colonne, architravi, logge e balaustre non servono soltanto a decorare: organizzano l’azione, stabiliscono distanze, aprono passaggi e assegnano a ogni personaggio una posizione. Nel foglio 86r questa costruzione è particolarmente evidente.
Petrarca e Laura occupano il piano basso, quello del gesto e della materia; il fuoco si trova quasi sulla soglia, vicinissimo allo spettatore esterno; il giovane è invece collocato in alto e arretrato, come chi assista a una rappresentazione da un palco.
La scena diventa così più complessa di quanto appaia. Non vediamo soltanto due persone che bruciano le armi di Cupido: vediamo due persone che compiono quel gesto mentre qualcuno le guarda. La differenza è sostanziale, perché un’azione osservata perde una parte della propria intimità e acquista il carattere di un rito, di una dimostrazione o di un esempio.
Ciò che avrebbe potuto rimanere un passaggio privato nella storia di Petrarca e Laura viene offerto a un testimone interno e, attraverso di lui, a tutti coloro che apriranno il manoscritto.