Oggi parliamo di noi, invece delle nostre opere in catalogo e delle storie che raccontano. Vi raccontiamo come è nata la nuova sede di Antiquus a Rimini e perché abbiamo voluto darle il carattere di una bottega medievale.
Abbiamo una nuova bottega nel cuore di Rimini
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Antiquus
Un ricordo che ha trovato casa
Tra gli argomenti studiati, all’esame di storia economica, mi hanno sempre incuriosito le corporazioni medievali, che nelle città comunali organizzavano la produzione dei beni, la trasmissione del sapere e partecipavano alla gestione del potere economico e politico.
Mi affascinava quel mondo di botteghe e mestieri, nel quale la conoscenza passava attraverso il lavoro e il rapporto fra le persone. Si imparava osservando, facendo domande, lavorando accanto a qualcuno che aveva esperienza.
Ora prendo un esempio curiosi apparentemente al mondo della moda, in apparenza lontano dalle miniature medioevali.
Molti di noi, più o meno “boomer”, quando pensano alla moda italiana ricordano lo straordinario periodo degli anni Ottanta: Giorgio Armani, Gianni Versace, Gianfranco Ferré con il suo rigore estetico, Missoni con i colori e le geometrie ispirate dal Futurismo. Un legame che richiama, in particolare, l’energia e il movimento delle composizioni di Umberto Boccioni.
Eppure, negli appunti del mio corso di storia economica, il racconto delle sfilate comincia molto prima: con la Corporazione dei Drappieri di Bologna, tra le più importanti nella vita economica e politica della città. Già nel XIV secolo organizzava quella che viene descritta come la prima sfilata di moda della storia, in piazza di Porta Ravegnana, proprio di fronte alle Due Torri.
Mi piace immaginare quella piazza: i tessuti, gli abiti, le persone che si fermano a guardare e a parlare. Il lavoro delle botteghe incontrava la città, suscitava curiosità, diventava occasione di confronto.
Quindi le corporazioni medioevali, lungi dall’assumere la sfumatura negativa odierna, erano il cuore pulsante della città.
Moda, arte e memoria
Moda e arte lasciano immagini dentro di noi.
Un tessuto di Missoni può riportarci a una stagione della nostra vita. Ricordiamo un colore, un abito, la persona che lo indossava. Qualcosa che appartiene alla storia del gusto diventa parte della nostra storia personale.
Davanti a una miniatura medievale può accadere un incontro altrettanto intenso. Ci colpiscono un volto, un gesto, una decorazione, un accostamento di colori. Poi scopriamo chi ha realizzato quella pagina, a chi era destinata, quale viaggio ha attraversato. Cominciamo a sentirla vicina e viva.
È ciò che cerchiamo di fare con Antiquus: avvicinare le persone alle opere e offrire occasioni perché una storia antica trovi posto nella loro curiosità, nella loro memoria e diventi parte del loro futuro.
Da qui nasce anche il desiderio di una bottega.
Una nuova casa nel centro storico di Rimini
Dall’inizio del 2026 abbiamo cercato una nuova sede. Desideravamo un luogo facilmente raggiungibile, in un bel palazzo del centro storico di Rimini, con ambienti che rispecchiassero il nostro lavoro.
Cercavamo uno spazio operativo con una parte dedicata a mostra permanente di facsimili di manoscritti medievali e carte geografiche, visitabile dagli appassionati. Un luogo dove fermarsi e parlare, con le opere davanti a noi.
La ricerca ci ha portati in Via Carlo Farini 1, all’angolo con Corso d’Augusto, nel Palazzo Spina, che ospita anche Augeo: un palazzo storico che sentiamo particolarmente in sintonia con il mondo di Antiquus.
La sera, la luce calda sulla facciata, le persiane e la pavimentazione della strada restituiscono la bellezza di questo angolo di Rimini. La porta d’ingresso è discreta, quasi come l’ingresso di un piccolo tempio. All’interno, le grandi travi in legno e il pavimento in cotto accompagnano lo sguardo verso i libri aperti.
La luce raggiunge le pagine e ne proietta le ombre sul pavimento. Nelle nicchie, le riproduzioni incorniciate trovano uno spazio raccolto, che invita a osservarle una alla volta.
Abbiamo organizzato la sede come una bottega medievale: alla sala mostra si affiancano gli uffici operativi e il magazzino. Qui svolgiamo il lavoro quotidiano di Antiquus, accanto alle opere che amiamo raccontare.
Gli ulivi del Salento e la memoria del Creato
Anche i tavoli della mostra raccontano qualcosa di noi.
Sono ricavati da sezioni di ulivi del Salento. Nelle venature, nei nodi e nei profili irregolari, ogni pezzo conserva i segni della vita dell’albero. Le pagine aperte poggiano su un legno che ha una propria storia, cresciuta lentamente nella terra.
Li abbiamo scelti per ricordare il nostro amore per la natura, per il Creato, per San Francesco e per il rapporto di collaborazione con Olivami.
Su quei tavoli si incontrano due forme di memoria: quella dell’ulivo e quella dei manoscritti, affidata nei secoli alla scrittura e alle immagini. È un accostamento che sentiamo vicino al nostro modo di lavorare: prenderci cura delle opere, farle conoscere e tramandarne la bellezza, mantenendo viva l’attenzione per la terra che ci ospita.
Dare profondità alla bellezza
Un manoscritto o una carta geografica funzionano, per certi aspetti, come un computer: hanno un hardware e un software.
L’hardware è l’oggetto che abbiamo davanti: la carta, la rilegatura, i colori, l’oro, le finiture. Un manoscritto riprodotto con cura, in tiratura limitata e numerata, è certamente un oggetto bellissimo e di pregio.
Il software è ciò che quelle pagine custodiscono: il sapere, le idee, la visione del mondo di chi le ha scritte e illustrate. Per accedervi occorrono curiosità, conoscenza e tempo per ragionare su quello che osserviamo.
Senza questo percorso, anche un’opera straordinaria rischia di restare una bellezza fine a sé stessa. Ci colpisce, ma il nostro incontro con lei si ferma alla superficie. Succede anche nella vita: possiamo ammirare qualcosa a lungo e conoscerlo pochissimo.
Poi impariamo a leggere un simbolo, scopriamo il significato di una scena, comprendiamo perché un luogo è stato disegnato in un certo modo. Torniamo a guardare la stessa pagina e vediamo di più. La bellezza acquista profondità, entra nei nostri pensieri e ci arricchisce dentro.
È questo il lavoro che portiamo avanti da oltre un anno attraverso il blog e i contenuti social, e che oggi trova un luogo d’incontro nella mostra permanente di Antiquus.
Qui possiamo osservare un’opera insieme, fare domande, confrontare interpretazioni. Chi arriva porta anche i propri ricordi e le proprie conoscenze: una conversazione può far scoprire qualcosa a entrambi.
Venite a conoscere la nostra bottega
Un libro aperto invita ad avvicinarsi. Prima si coglie l’insieme della pagina, poi lo sguardo si ferma su una lettera decorata, sull’espressione di un volto, su un particolare sfuggito da lontano.
Dal vivo si percepiscono le dimensioni del volume e il modo in cui la luce incontra la carta e le finiture. Ci si può prendere il tempo di osservare e lasciare che una domanda dia inizio a una conversazione.
La nostra bottega culturale d’arte nasce per condividere questa esperienza: dare profondità alla bellezza attraverso la conoscenza e l’incontro fra persone.
Se passate da Rimini, contattateci per organizzare una visita in Via Carlo Farini 1, all’angolo con Corso d’Augusto, troverete sul sito il calendario per prenotare una visita gratuita. Ci farà piacere accogliervi, mostrarvi le opere e scoprire insieme quale pagina attirerà per prima il vostro sguardo.







