Breviario d’Ercole I d’Este

Breviario d’Ercole I d’Este

Facsimile del Breviarium secundum consuetudinem Romanae Curiae

ms. Lat. CCCCXXIV = Ms. V.G.11 — Biblioteca Estense Universitaria, Modena Tiratura limitata · Certificato di proprietà nominativo · Edizione facsimile di altissimo livello · Prodotto in Italia Il Breviario di Ercole I d’Este è una delle più alte espressioni della miniatura rinascimentale italiana. Questa edizione in facsimile restituisce con straordinaria fedeltà un capolavoro voluto dal duca Ercole I d’Este tra il 1502 e il 1504, concepito come monumento librario degno di affiancarsi ai massimi tesori della corte estense. Non è semplicemente la riproduzione di un manoscritto: è la restituzione di una presenza, di una magnificenza, di una civiltà del libro che unisce arte, potere, devozione e prestigio dinastico. Prezzo su richiesta  

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Descrizione

Descrizione

Esistono opere che non chiedono soltanto di essere osservate, ma di essere custodite. Il Breviario di Ercole I d’Este appartiene a questa rarissima categoria. Ogni carta, ogni iniziale, ogni fregio racconta l’idea di una corte che voleva lasciare di sé un’immagine di grandezza assoluta.

In questo facsimile l’eccellenza artigianale contemporanea incontra uno dei più sontuosi codici estensi mai realizzati, dando vita a un’opera destinata a collezionisti, studiosi, istituzioni e amanti del manoscritto di pregio.

L’edizione comprende

  • Il facsimile artigianale del Breviario di Ercole I d’Este.
  • Il commentario di studio a cura di Ernesto Milano, con saggi specialistici.
  • Il certificato di originalità riportante il numero dell’esemplare (colophon)
  • L’elegante custodia espositore.
  • Il certificato della garanzia di 60 mesi
  • Una guida sintetica all’opera in 10 punti
  • Un approfondimento esteso per comprendere contesto, contenuti e rilevanza storica
  • L’accesso ai contenuti multimediali dedicati
  • Il certificato personalizzato di adozione dell’ulivo in Salento

Perché questa edizione è unica

  • Riproduce uno dei vertici assoluti della miniatura ferrarese tra Quattrocento e primo Cinquecento.
  • E’ realizzata con materiali e lavorazioni di alto pregio, pensata per restituire la presenza fisica e visiva dell’originale.
  • Restituisce la straordinaria ricchezza decorativa di un manoscritto composto da 491 carte, con 45 carte miniate a piena pagina, 11 a mezza pagina e 40 scene illustrative.
  • Nasce da un progetto culturale di alto profilo, che comprende anche la ricomposizione virtuale del codice con reintegrazione delle pagine asportate nell’Ottocento.
  • Conserva il fascino di un’opera dinastica, voluta da Ercole I d’Este per rivaleggiare con i grandi tesori librari della sua casata.
  • Unisce valore storico, imponenza estetica e prestigio collezionistico in una forma che pochi facsimili al mondo possono raggiungere.

Per chi è pensata

  • Per chi colleziona facsimili di alto livello e opere rare legate alla storia del libro.
  • Per studiosi di miniatura rinascimentale, cultura estense e arti del manoscritto.
  • Per biblioteche, fondazioni e istituzioni che desiderano un’opera identitaria e di forte rappresentanza.
  • Per chi cerca un acquisto importante, capace di unire bellezza, prestigio e durata nel tempo.

Dati tecnici

  • Titolo: Breviario di Ercole I d’Este
  • Testo: Breviarium secundum consuetudinem Romanae Curiae
  • Segnatura: ms. Lat. CCCCXXIV = Ms. V.G.11
  • Biblioteca di conservazione: Biblioteca Estense Universitaria, Modena
  • Data del manoscritto originale: 1502–1504
  • Formato: cm 38 × 27
  • Pagine: 986 pagine riccamente miniate e dorate
  • Supporto: carta pergamena trattata a mano
  • Legatura: eseguita artigianalmente
  • Materiali: pelle fiore a concia naturale
  • Finiture: cucitura a mano, incassatura su carta antica, taglio dorato
  • Presentazione: elegante custodia espositore
  • Edizione: tiratura limitata
  • Corredo scientifico: commentario di E. Milano con saggi specialistici

Descrizione estesa dell’opera

Voluto da Ercole I d’Este, il Breviario nasce come impresa di magnificenza e di memoria. Tra il 1502 e il 1504, mentre la miniatura ferrarese raggiunge uno dei suoi momenti più alti, prende forma un codice sontuoso, capace di fondere la tradizione estense con influssi lombardi e fiamminghi. Il risultato è un autentico monumento della cultura rinascimentale, dove la pagina liturgica si trasforma in spazio celebrativo, in architettura del colore, in teatro araldico e simbolico.

La grande impresa miniatoria è legata in particolare a Matteo da Milano, affiancato da Tommaso da Modena e da Cesare e Andrea della Vieze. A questi artisti si deve un apparato decorativo impressionante: carte istoriate, iniziali abitate, fregi, motivi vegetali, animali, stemmi, imprese ducali, figure di santi e scene narrative che fanno del codice una delle testimonianze più ricche dell’arte libraria italiana del primo Cinquecento.

Il fascino dell’opera non dipende soltanto dalla sua bellezza, ma anche dalla sua storia. Dopo le vicende dinastiche estensi e il lungo passaggio viennese, il manoscritto fu riconosciuto nel 1929 da Tammaro De Marinis e rientrò definitivamente in Italia nel 1939, tornando alla Biblioteca Estense. Il facsimile non restituisce solo un capolavoro visivo: restituisce anche una memoria ritrovata, un bene tornato a essere parte viva del patrimonio culturale italiano.

Possedere il Breviario di Ercole I d’Este significa entrare in rapporto con un’opera che rappresenta insieme potere, devozione, splendore e civiltà del fare. È un facsimile destinato a essere sfogliato lentamente, contemplato, esposto e tramandato: non un semplice oggetto editoriale, ma una presenza culturale di altissimo rango.

Perché acquistarlo

Acquistare il Breviario di Ercole I d’Este significa scegliere un’opera che unisce l’autorevolezza del grande manoscritto rinascimentale alla forza materica del facsimile di alta manifattura.

Qui il valore non è dato da un solo elemento, ma dalla convergenza di più dimensioni: la rarità del soggetto, la magnificenza della decorazione, il peso storico della committenza estense, la qualità esecutiva della riproduzione e la capacità dell’opera di rappresentare un’eredità culturale tangibile. È una proposta destinata a chi riconosce nel libro antico non soltanto un bene da collezione, ma una forma di bellezza da custodire nel tempo.

Domande frequenti sul Breviario di Ercole I d’Este

No. Si tratta di un’edizione in facsimile di altissimo livello, realizzata per restituire con fedeltà dimensione, materia e ricchezza decorativa dell’originale conservato alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena.

L’originale è conservato presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena.

Sì. L’edizione è accompagnata da un commentario di studio curato da Ernesto Milano, arricchito da saggi specialistici.

Sì. Il facsimile è presentato come tiratura limitata ed è corredato da certificato di proprietà nominativo.

Perché riunisce valore storico, qualità artigianale, imponenza estetica e rilevanza collezionistica. Non è soltanto un libro, ma una riproduzione di lusso di uno dei massimi capolavori miniati della civiltà estense.

No. Pur essendo una proposta di alto profilo collezionistico, quest’opera è pensata anche per biblioteche, fondazioni, istituzioni culturali e per chi desidera custodire un capolavoro della miniatura rinascimentale italiana in una forma fedele, autorevole e di grande presenza.

La sua importanza nasce dall’unione di più elementi: il prestigio della committenza estense, la straordinaria qualità miniatoria del manoscritto originale, la rarità del soggetto e l’eccellenza artigianale dell’edizione facsimilare. È un’opera che riunisce valore storico, bellezza visiva e forte rilievo culturale.

Sì. Il commentario non è un semplice apparato accessorio, ma uno strumento prezioso per comprendere il contesto storico, artistico e codicologico del Breviario. Arricchisce l’esperienza dell’opera e la rende ancora più significativa sia per il collezionista sia per lo studioso.

Sì. Questa edizione è pensata per essere non solo studiata e sfogliata, ma anche custodita ed esposta come opera di rappresentanza. La presenza materica del volume, la qualità della legatura e l’eleganza della custodia ne fanno un oggetto di grande impatto anche sul piano visivo e collezionistico.

Sì. Insieme all’opera può essere incluso il Certificato Olivami, legato all’adozione di un ulivo in Salento tramite il progetto sostenuto da Antiquus. È un segno concreto che affianca al valore culturale del facsimile anche un gesto di rinascita e attenzione verso il territorio.

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