Carta fronte-retro in facsimile della Divina Commedia Marciana f. 72r–72v

Carta fronte-retro in facsimile della Divina Commedia Marciana f. 72r–72v

San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo: Dante davanti alle quattro “face” [1] del Paradiso

[1] No, non è un refuso: non mancano due “c”. Nel linguaggio di Dante, “face” significa fiaccole, fiamme, luci ardenti, non “facce”. Le quattro face del Paradiso sono quindi quattro presenze luminose: San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo. Ci sono carte che mostrano il Paradiso come luce. Questa lo mostra come canto, giudizio e vertigine cosmica. Questa carta facsimilare fronte-retro riproduce il foglio 72r–72v della Divina Commedia Marciana, prezioso codice miniato della Commedia conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Siamo nella parte più alta del Paradiso, nel cielo delle Stelle Fisse. Dante ha ormai attraversato l’Inferno, si è purificato nel Purgatorio, ha ritrovato Beatrice e ha salito i cieli della terza cantica. Ora si trova davanti a una delle visioni più solenni dell’intero poema: le quattro face del Paradiso, identificate nel contesto dantesco con San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo. La scena non è soltanto decorativa. È un vertice spirituale. San Pietro rappresenta la fede e l’autorità apostolica. San Giacomo richiama la speranza. San Giovanni incarna la carità. Adamo rappresenta l’origine dell’umanità, la caduta, il linguaggio primordiale e la redenzione. In un solo foglio, Dante è posto davanti alla storia spirituale dell’uomo: l’origine, la fede, la speranza, l’amore e il giudizio.          

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149,00 

Descrizione

Cosa stai acquistando

Acquistando questa carta ricevi una riproduzione facsimilare fronte-retro del foglio 72r–72v della Divina Commedia Marciana.

La carta è stampata su entrambi i lati:

Fronte: f. 72r, con la conclusione del Canto XXVI, il riferimento ad Adamo, l’apertura del Canto XXVII e la miniatura con Dante, Beatrice, San Pietro e le figure aureolate del cielo delle Stelle Fisse.

Retro: f. 72v, con la prosecuzione del Canto XXVII, l’ascesa verso il Primo Mobile e la miniatura con Dante e Beatrice rivolti verso le figure beate avvolte nella nube luminosa.

Insieme alla carta, il cliente riceve anche:

  • Garanzia Antiquus di 24 mesi, a tutela del prodotto acquistato.
  • Certificato che identifica l’opera di riferimento, il foglio riprodotto e i dati essenziali del facsimile.
  • Descrizione dell’opera in dieci punti, pensata per comprendere il significato storico, letterario e iconografico della carta.
  • Contenuti social dedicati, utili per raccontare e condividere il valore culturale della carta sui propri canali.
  • Istruzioni per la conservazione dell’opera

Un acquisto pensato non solo per il collezionismo, ma anche per la conoscenza, la narrazione e la valorizzazione dell’opera.

Descrizione

Questa carta facsimilare fronte-retro riproduce il foglio 72r–72v della Divina Commedia Marciana, una delle carte più dense e affascinanti della parte finale del Paradiso.

Sul f. 72r si conclude il Canto XXVI, legato alla figura di Adamo, e si apre il Canto XXVII, introdotto dal solenne canto alla Trinità:

“Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo…”

È uno degli attacchi più alti della terza cantica. Il Paradiso intero si trasforma in liturgia: non c’è più solo racconto, non c’è più solo viaggio, ma canto cosmico. Dante è ormai vicino alle soglie ultime della visione.

La miniatura del f. 72r mostra Dante e Beatrice davanti a quattro figure aureolate. La prima figura è riconoscibile come San Pietro, grazie alle chiavi, suo attributo tradizionale. Le presenze, quindi, rimandano, nel contesto del canto, alle quattro grandi luci del cielo delle Stelle Fisse: San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo.

È un dettaglio fondamentale. Dante non è davanti a un gruppo generico di beati: è davanti alle presenze che riassumono il cammino spirituale dell’umanità. I tre apostoli richiamano le virtù teologali — fede, speranza e carità — mentre Adamo rappresenta l’inizio della storia umana, la prima caduta e la possibilità della redenzione.

Subito dopo, il Paradiso cambia tono. La luce non è solo splendore: diventa giudizio. San Pietro si accende contro la corruzione della Chiesa terrena, trasformando la scena in uno dei momenti più severi e profetici della Commedia. Dante colloca questa denuncia non nell’Inferno, ma nel cuore del Paradiso: come se solo dalla massima luce fosse possibile vedere davvero la verità del mondo.

Sul f. 72v, la scena si sviluppa in senso verticale. Dante e Beatrice sono raffigurati in basso, nel cielo stellato, mentre guardano verso l’alto. Sopra di loro, entro una nube luminosa, riappaiono le figure aureolate. La miniatura visualizza il passaggio verso una regione superiore: il viaggio si prepara a oltrepassare il cielo delle
Stelle Fisse e a salire verso il Primo Mobile, il cielo che imprime movimento a tutto l’universo.

Questa carta racconta quindi tre dimensioni decisive del Paradiso finale:

  • la preghiera, con il canto alla Trinità;
  • il giudizio, con San Pietro e la denuncia della corruzione;
  • la vertigine cosmica, con l’ascesa verso il Primo Mobile.

È una carta per chi ama Dante non solo come poeta della bellezza, ma come poeta della verità.

Lettura iconografica del fronte — f. 72r

Il f. 72r è dominato da una miniatura di grande intensità simbolica.

A sinistra compaiono Dante e Beatrice. Davanti a loro si dispongono quattro figure aureolate. La prima, riconoscibile dalle chiavi, è San Pietro. Le chiavi non sono un dettaglio secondario: indicano l’autorità apostolica e preparano il grande momento del Canto XXVII, quando Pietro pronuncia la sua invettiva contro la degenerazione della Chiesa.

Accanto a lui si collocano le altre presenze del cielo delle Stelle Fisse: San Giacomo, San Giovanni e Adamo. La lettura è fondata sul contesto del testo dantesco: il canto si apre parlando delle “quattro face”, cioè le quattro grandi luci che Dante ha davanti agli occhi in questa sezione del Paradiso.

La miniatura acquista così un valore straordinario: Dante è posto davanti alle radici della fede e della storia umana.

San Pietro è la fede e la Chiesa delle origini.
San Giacomo è la speranza.
San Giovanni è la carità.
Adamo è il primo uomo, l’inizio dell’umanità e il segno della redenzione.

La scena non illustra soltanto il testo: lo interpreta. Mostra Dante davanti alle grandi colonne spirituali che precedono l’ascesa finale.

Lettura iconografica del retro — f. 72v

Il f. 72v completa e amplifica il significato del fronte.

In basso sono raffigurati Dante e Beatrice, immersi nel cielo stellato. Entrambi guardano verso l’alto. Sopra di loro, entro una nube luminosa, riappaiono le figure aureolate. La scena ha una struttura fortemente verticale: in basso i pellegrini, in alto le presenze glorificate.

La miniatura suggerisce un movimento di elevazione. Le figure sacre sembrano innalzarsi o raccogliersi nella luce, mentre Dante e Beatrice vengono condotti verso una nuova soglia cosmica.

Questa soglia è il Primo Mobile, il nono cielo del cosmo dantesco. È il cielo che imprime movimento a tutti i cieli inferiori. Non è ancora l’Empireo, ma è il limite estremo del mondo fisico, il punto in cui Dante si avvicina alla struttura invisibile dell’universo.

Sul retro, quindi, la carta non mostra una semplice prosecuzione narrativa: mostra un passaggio. Dopo il canto, dopo il giudizio di San Pietro, dopo la visione delle quattro face, Dante sale verso il cielo che muove tutto.

La miniatura rende visibile una delle idee più alte della Commedia: l’universo non è caos, ma ordine; e questo ordine nasce dall’amore divino.

Scheda tecnica prodotto

  • Opera di riferimento: Divina Commedia Marciana
  • Autore: Dante Alighieri
  • Manoscritto originale: Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia
  • Segnatura: Cod. It. IX, 276 (=6902)
  • Foglio riprodotto: f. 72r–72v
  • Cantica: Paradiso
  • Canti rappresentati: fine Canto XXVI e Canto XXVII
  • Contesto: cielo delle Stelle Fisse e passaggio al Primo Mobile
  • Soggetto principale: Dante e Beatrice davanti alle quattro face del Paradiso
  • Personaggi principali: Dante, Beatrice, San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo
  • Tema principale: origine dell’umanità, virtù teologali, autorità apostolica, invettiva di San Pietro e ascesa al Primo Mobile
  • Datazione dell’originale: XIV secolo
  • Area di realizzazione: area veneta, probabilmente Venezia, 1375–1400
  • Scrittura: gotica italiana formale su due colonne
  • Tipologia: carta facsimilare fronte-retro
  • Dimensioni pagina del facsimile integrale: 27,5 × 43 cm
  • Prezzo: €149,00

Perché Adamo è nel Paradiso di Dante?

La presenza di Adamo è uno degli elementi più profondi di questa carta.

Adamo è il primo uomo, legato alla creazione, alla caduta e al peccato originale. Potrebbe sembrare una figura della perdita. Eppure Dante lo colloca nel Paradiso, tra le grandi presenze beate del cielo delle Stelle Fisse.

Questa scelta ha un significato potentissimo.

Per Dante, Adamo non è soltanto l’uomo della colpa: è anche l’uomo della redenzione. La storia dell’umanità non resta chiusa nella caduta. Dopo Cristo, anche i giusti dell’antico tempo vengono raggiunti dalla salvezza. Adamo diventa quindi il segno che la redenzione non riguarda solo il presente o il futuro, ma attraversa tutta la storia umana fin dalla sua origine.

Nel Paradiso XXVI, Dante interroga Adamo su temi altissimi: il linguaggio originario, il nome di Dio, la durata della sua vita e il tempo trascorso prima della liberazione. Adamo rappresenta l’inizio dell’uomo, ma visto ormai dalla luce del compimento.

Per questo la sua presenza accanto ai tre apostoli è così forte: nella stessa scena si incontrano l’origine dell’umanità e le virtù che conducono a Dio.

Adamo è la memoria della caduta.
Gli apostoli sono il cammino della fede.
Il Paradiso è il segno che la storia può essere salvata.
San Pietro: quando la luce diventa giudizio
Il cuore morale del foglio è San Pietro.

Nella miniatura è riconoscibile dalle chiavi, ma nel testo diventa qualcosa di ancora più potente: una voce profetica. Dopo il canto alla Trinità, San Pietro si accende di sdegno contro la corruzione della Chiesa terrena.

Questo passaggio è uno dei più forti della Divina Commedia. Dante non colloca la denuncia della corruzione ecclesiastica tra i dannati, ma nel Paradiso, davanti alla luce dei beati. È una scelta fortissima: la verità più dura viene pronunciata nel luogo della massima purezza.

Il Paradiso, qui, non è evasione.
È responsabilità.
È giudizio.
È luce che smaschera ciò che sulla terra si è corrotto.

Questa carta è quindi particolarmente intensa perché mostra il Paradiso non solo come beatitudine, ma come luogo in cui la storia umana viene misurata davanti all’eterno.

Perché questa carta è speciale?

Questa carta è speciale perché le miniature ne determinano il significato in modo profondo e decisivo.

Il f. 72r–72v non è solo una porzione testuale del Paradiso: è una pagina visiva di passaggio. Immagine e parola costruiscono insieme il senso dell’ascesa dantesca.

Sul fronte, Dante e Beatrice sono davanti alle quattro face: San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo. È una scena che riunisce la fede apostolica, le virtù teologali e l’origine dell’umanità.

Sul retro, Dante e Beatrice guardano verso le figure aureolate avvolte nella nube luminosa, mentre il viaggio si prepara al passaggio verso il Primo Mobile.
In un solo foglio si incontrano:

• l’origine dell’uomo, con Adamo;
• le virtù teologali, con i tre apostoli;
• il giudizio sulla Chiesa, con San Pietro;
• l’ordine dell’universo, con il Primo Mobile.

È una carta di straordinaria forza simbolica, ideale per chi cerca un foglio dantesco non solo bello da esporre, ma ricco da raccontare.

Perché acquistarla

Questa carta racconta uno dei momenti più alti e severi del viaggio di Dante.

Qui il Paradiso non è soltanto luce, musica e beatitudine. È anche verità. Dante si trova davanti ai tre santi apostoli e ad Adamo: davanti alla fede, alla speranza, alla carità e all’origine stessa dell’umanità.

Poi la visione si fa giudizio. San Pietro, con le chiavi in mano, diventa la voce che denuncia la corruzione della Chiesa terrena. È un’immagine potentissima: la luce del Paradiso non serve a dimenticare il mondo, ma a vederlo meglio.

Infine, sul retro, Dante e Beatrice continuano a salire verso il Primo Mobile, il cielo che muove l’universo. La pagina diventa allora una soglia: tra storia e eternità, tra giudizio e salvezza, tra la memoria dell’uomo e l’ordine del cosmo.

Una carta per chi ama Dante non solo come poeta della bellezza, ma come poeta della verità, della responsabilità e dell’amore che muove tutte le cose.

Faq – Divina Commedia Marciana F. 72r-72v

Sì. Questa è una carta facsimilare fronte-retro: sul fronte riproduce il f. 72r, mentre sul retro riproduce il f. 72v della Divina Commedia Marciana.

Il f. 72r contiene la conclusione del Paradiso XXVI, con il riferimento ad Adamo, e l’apertura del Paradiso XXVII, introdotto dal canto alla Trinità: “Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo”.

Le figure aureolate rimandano alle quattro grandi presenze del cielo delle Stelle Fisse: San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Adamo. San Pietro è riconoscibile dalle chiavi.

Adamo si trova nel Paradiso perché, nella visione cristiana medievale seguita da Dante, il primo uomo è anche figura della redenzione. Non rappresenta solo la caduta, ma la salvezza che raggiunge l’intera storia umana.

Adamo rappresenta l’origine dell’umanità, mentre San Pietro, San Giacomo e San Giovanni richiamano le virtù teologali: fede, speranza e carità. Insieme formano una sintesi della storia spirituale dell’uomo.

San Pietro è riconoscibile dalle chiavi, suo attributo tradizionale. Nel Canto XXVII assume un ruolo centrale perché pronuncia una dura invettiva contro la corruzione della Chiesa terrena.

Il f. 72v prosegue il Paradiso XXVII e mostra Dante e Beatrice rivolti verso figure aureolate immerse in una nube luminosa. La scena visualizza l’ascesa verso il Primo Mobile.

Il Primo Mobile è il nono cielo del cosmo dantesco, il cielo che imprime movimento a tutti gli altri cieli. È il limite estremo del cosmo fisico prima dell’Empireo.

È importante perché unisce origine dell’umanità, virtù teologali, denuncia profetica di San Pietro e ascesa cosmologica. In un solo foglio, Dante attraversa uno dei vertici spirituali del Paradiso.

No. È una riproduzione facsimilare fronte-retro di una singola carta del manoscritto. Non è il codice originale, ma un foglio da collezione ispirato al f. 72r–72v della Divina Commedia Marciana.

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