Carta fronte-retro in facsimile della Divina Commedia Marciana f. 58r–58v
Dante e Carlo Martello nel cielo di Venere
Tiratura limitata a 199 esemplari Ci sono carte che parlano dell’amore come passione. Questa racconta l’amore che diventa ordine, luce e vocazione. Questa carta facsimilare fronte-retro riproduce il foglio 58r–58v della Divina Commedia Marciana, prezioso codice miniato della Commedia conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Siamo nel Paradiso, nel cielo di Venere, la sfera celeste legata all’amore. Qui Dante, guidato da Beatrice, incontra Carlo Martello d’Angiò, giovane principe angioino, che gli rivela una delle grandi lezioni del Paradiso: ogni anima nasce con una propria inclinazione, una propria natura, una propria vocazione. Nel cielo di Venere, l’amore non è più soltanto desiderio terreno. Diventa una forza ordinatrice, una luce capace di mostrare il posto di ciascuno nel disegno della Provvidenza.Desideri avere maggiori informazioni su questo prodotto? Clicca qui e compila il form per essere contattato da un nostro curatore.
149,00 €
- Descrizione
Descrizione
Cosa stai acquistando
Acquistando questa carta ricevi una riproduzione facsimilare fronte-retro del foglio 58r–58v della Divina Commedia Marciana.
La carta è stampata su entrambi i lati:
Fronte: f. 58r, con il passaggio verso il Canto VIII del Paradiso e il riferimento alla “bella Ciprigna”, Venere.
Retro: f. 58v, con la prosecuzione del dialogo con Carlo Martello e l’inizio del Canto IX.
Non si tratta del manoscritto originale, ma di una singola carta facsimilare da collezione, ideale da incorniciare, esporre o conservare come frammento simbolico della tradizione dantesca.
Insieme alla carta, il cliente riceve anche:
• Garanzia Antiquus di 24 mesi, a tutela del prodotto acquistato.
• Certificato con colophon, che identifica l’opera di riferimento, il foglio riprodotto e i dati essenziali del facsimile.
• Descrizione dell’opera in 10 punti, pensata per comprendere il significato storico, letterario e iconografico della carta.
• Contenuti social dedicati, utili per raccontare e condividere il valore culturale della carta sui propri canali.
Un acquisto pensato non solo per il collezionismo, ma anche per la conoscenza, la narrazione e la valorizzazione dell’opera.
Descrizione
Questa carta facsimilare fronte-retro riproduce il foglio 58r–58v della Divina Commedia Marciana, appartenente alla sezione del Paradiso.
Il foglio si colloca nel passaggio tra la fine del Canto VII, il Canto VIII e l’inizio del Canto IX. Il cuore tematico della carta è il cielo di Venere, dove Dante incontra gli spiriti che in vita furono segnati dalla forza dell’amore.
Sul f. 58r, nella parte bassa della pagina, compare l’avvio del Canto VIII:
“Solea creder lo mondo in suo periclo
che la bella Ciprigna il folle amore…”
Dante richiama l’antica credenza secondo cui Venere, la “bella Ciprigna”, diffondeva il folle amore sulla terra. Ma nel Paradiso questa immagine viene trasformata: ciò che nel mondo pagano era influsso astrale o passione diventa, nella visione cristiana di Dante, una forza da comprendere alla luce della Provvidenza.
La miniatura del f. 58r presenta un ricco scenario celeste, con fondo blu e stelle dorate. La scena richiama il mondo di Venere, l’amore, gli influssi astrali e l’ingresso in una regione del Paradiso dove il desiderio umano viene riletto in chiave spirituale.
Sul f. 58v prosegue il dialogo paradisiaco e compare l’inizio del Canto IX, introdotto dall’iniziale decorata:
“Da poi che Carlo tuo, bella Clemenza…”
Il riferimento è ancora a Carlo Martello, figura centrale del Canto VIII. Attraverso di lui Dante riflette sul rapporto tra natura, destino e società. Carlo spiega che gli uomini nascono diversi per inclinazione e talento; il disordine nasce quando la società non rispetta questa diversità e costringe ciascuno a un ruolo contrario alla propria natura.
Questa carta, quindi, non parla solo di amore. Parla di vocazione.
Nel cielo di Venere, Dante comprende che l’amore può essere desiderio, memoria, passione; ma, se ricondotto al suo ordine più alto, diventa luce, armonia e conoscenza.
Lettura iconografica del fronte — f. 58r
Il f. 58r introduce il Canto VIII del Paradiso, dedicato al cielo di Venere.
Il fondo blu intenso e le stelle dorate collocano la scena in una dimensione celeste. La miniatura presenta figure simboliche e narrative legate al mondo dell’amore e degli influssi astrali. In questo contesto Dante passa dalla meditazione teologica dei canti precedenti a una nuova sfera paradisiaca, dove l’amore diventa il tema dominante.
Il testo richiama la “bella Ciprigna”, cioè Venere, e l’antica credenza nel suo potere amoroso. Ma Dante supera la lettura pagana: l’amore non è una forza cieca, bensì una potenza che può essere illuminata e ordinata dalla grazia.
Il f. 58r è quindi una soglia: introduce il cielo degli spiriti amanti e prepara l’incontro con Carlo Martello, il personaggio attraverso cui Dante svilupperà il tema della vocazione naturale.
Lettura iconografica del retro — f. 58v
Il f. 58v contiene la prosecuzione del Canto VIII e l’avvio del Canto IX.
Qui il tema del cielo di Venere diventa più personale e dottrinale. Dante dialoga con Carlo Martello d’Angiò, spirito luminoso che gli parla delle inclinazioni naturali e dell’ordine provvidenziale.
Carlo non è importante solo come personaggio storico. Nella Commedia diventa il tramite di una riflessione universale: ogni persona nasce con una disposizione propria, e il mondo si corrompe quando questa disposizione viene ignorata.
L’iniziale decorata del Canto IX introduce la prosecuzione del cielo di Venere, con nuove figure paradisiache come Cunizza da Romano e Folchetto di Marsiglia. La carta resta quindi interamente immersa nel tema dell’amore trasformato: amore terreno, memoria, passione e vocazione vengono riletti nella luce del Paradiso.
Scheda tecnica prodotto
- Opera di riferimento: Divina Commedia Marciana
- Autore: Dante Alighieri
- Manoscritto originale: Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia
- Segnatura: Cod. It. IX, 276 (=6902)
- Foglio riprodotto: f. 58r–58v
- Cantica: Paradiso
- Canti rappresentati: fine Canto VII, Canto VIII, inizio Canto IX
- Cielo: Cielo di Venere
- Tema principale: amore, vocazione, inclinazione naturale e ordine provvidenziale
- Personaggi principali: Dante, Beatrice, Carlo Martello d’Angiò
- Riferimenti successivi: Cunizza da Romano, Folchetto di Marsiglia
- Datazione dell’originale: XIV secolo
- Area di realizzazione: area veneta, probabilmente Venezia, 1375–1400
- Scrittura: gotica italiana formale su due colonne
- Tipologia: carta facsimilare fronte-retro
- Dimensioni pagina del facsimile integrale: 27,5 × 43 cm
- Tiratura: 199 esemplari
- Prezzo: €149,00
Perché questa carta è speciale?
Questa carta è speciale perché mostra uno dei passaggi più raffinati del Paradiso.
Nel foglio 58r–58v, Dante non incontra semplicemente anime beate. Incontra un modo nuovo di comprendere l’amore.
L’amore non è solo sentimento. Non è solo passione. Non è solo desiderio. È anche inclinazione, natura, talento, vocazione.
Il dialogo con Carlo Martello rende questa carta particolarmente attuale: Dante riflette sul fatto che ogni essere umano ha una forma interiore, una direzione, una chiamata. Quando questa viene rispettata, nasce armonia; quando viene tradita, nasce disordine.
Il cielo di Venere diventa così il luogo in cui l’amore viene purificato e trasformato in intelligenza del destino.
Faq – Divina Commedia Marciana F. 58r-58v
Sì. Questa è una carta facsimilare fronte-retro: sul fronte riproduce il f. 58r, mentre sul retro riproduce il f. 58v della Divina Commedia Marciana.
Il f. 58r introduce il Canto VIII del Paradiso, ambientato nel cielo di Venere. Qui Dante richiama la “bella Ciprigna”, cioè Venere, e apre il tema dell’amore trasformato in luce spirituale.
Il f. 58v contiene la prosecuzione del Canto VIII e l’inizio del Canto IX del Paradiso. Il testo rimane nel cielo di Venere e prosegue il tema degli spiriti legati all’amore.
Carlo Martello d’Angiò è uno spirito beato che Dante incontra nel cielo di Venere. Nel dialogo con il poeta parla delle inclinazioni naturali, della vocazione di ciascuno e dell’ordine provvidenziale.
Il cielo di Venere è la sfera degli spiriti che furono particolarmente segnati dall’amore. Nel Paradiso, però, l’amore non viene trattato come semplice passione terrena, ma come forza che può essere ordinata e trasformata in luce.
È l’incipit del Paradiso VIII. Dante richiama l’antica credenza secondo cui Venere influenzava gli uomini attraverso l’amore, per poi trasformare questa idea in una riflessione più alta sull’amore e sulla Provvidenza.
Il tema centrale è l’amore come vocazione. Attraverso Carlo Martello, Dante mostra che ogni anima ha una natura propria e che la vera armonia nasce quando questa inclinazione viene riconosciuta.
Beatrice è la guida celeste di Dante nel Paradiso. Accompagna il poeta nel cielo di Venere, dove l’amore viene riletto come forza spirituale e ordinatrice.
La carta è tratta dalla Divina Commedia Marciana, manoscritto miniato conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, con segnatura Cod. It. IX, 276 (=6902).
No. È una riproduzione facsimilare fronte-retro di una singola carta del manoscritto. Non è il codice originale, ma un foglio da collezione ispirato al f. 58r–58v della Divina Commedia Marciana.







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