Liber Abbaci di Fibonacci — Edizione Zefiro

Liber Abbaci di Fibonacci — Edizione Zefiro

Facsimile integrale del manoscritto che ha cambiato la storia della matematica europea

in un UNICO esemplare con il numero 0 Tutti gli altri esemplari sono numeri nel sistema. Lo 0 è il sistema stesso. Non è il primo pezzo della serie: è ciò che rende possibile l'esistenza della serie.
  • Facsimile integrale del manoscritto del 1228, in grandezza naturale
  • UNICO ESEMPLARE, il numero 0
  • Realizzazione artigianale italiana sotto supervisione degli enti competenti
  • Volume di commentario e contenuti multimediali inclusi
  • Ulivo adottato in Salento (certificato Olivami)
  • Il numero dell’esemplare appartiene alla Successione di Fibonacci

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6.765,00 

Descrizione

Cosa comprate:

  • Manoscritto in facsimile, artigianale di altissima qualità, del Liber Abaci 1228 di Fibonacci conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze in unico esemplare
  • Commentario dell’opera scritto dalla Prof.ssa Nicoletta Ruzza e prefazione della Prof.ssa Maria Giovanna Fadiga e di Andrea Giovannetti
  • Certificato di autenticità e numerazione dell’opera (colophon)
  • Certificato personalizzato di adozione dell’ulivo in Salento
  • L’opera in 10 punti: una guida sintetica
  • Spiegazione dell’opera più estesa
  • Certificato di garanzia
  • Accesso ai contenuti multimediali
  • Certificazione notarile disponibile in opzione

Garanzie e servizi

  • Garanzia 24 mesi sui difetti di fabbricazione dell’opera
  • Spedizione assicurata, con imballo protettivo dedicato
  • Diritto di recesso secondo normativa vigente (per clienti privati)
  • Possibilità di pagamento con acconto e/o con soluzioni finanziarie personalizzate
  • Certificato di autenticità. Contiene le seguenti informazioni: titolo dell’opera, ente proprietario, tiratura realizzata, numero dell’opera
  • Certificazione notarile, da Notaio della Repubblica Italiana, opzionale
  • Scatola di lusso in cartone eco-sostenibile oppure, in opzione, teca in plexiglass per esposizione
  • Assistenza diretta via email e WhatsApp per ogni esigenza prima e dopo l’acquisto

Dati tecnici

  • Luogo conservazione dell’originale: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze – Italia
  • Segnatura: Conv. soppr. C.1.2616
  • Datazione dell’originale: sec. XIII prima metà
  • Larghezza pagina: 21 cm
  • Lunghezza pagina: 30 cm
  • Larghezza manoscritto: 23 cm
  • Lunghezza manoscritto: 32 cm
  • Altezza massima: 8 cm
  • Peso: 3 kg circa
  • Materiale legatura: pelle
  • Numero pagine: 214
  • Numero pagine con miniature e capilettera: 14
  • Numero pagine decorate in oro: 14

Chi era Fibonacci?

Leonardo Pisano detto “Fibonacci” (Pisa, ca. 1170 – dopo il 1240) è il più grande matematico del Medioevo. Formato tra Pisa e il Maghreb (Bugia), introdusse in Europa l’uso delle cifre indo-arabe e del sistema posizionale. Tra le sue opere: Liber Abbaci, Practica Geometriae, Liber Quadratorum.

Liber Abbaci, il manoscritto che cambiò l’Europa

La prima stesura del Liber Abbaci del 1202 è andata perduta; la seconda, ampliata nel 1228, è il manoscritto conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e riprodotto in questa edizione in facsimile.

Concepito per l’uso pratico, il Liber Abbaci intreccia esempi, dimostrazioni ed enigmi e porta in Europa:

  • le cifre indo–arabe,
  • lo zero, questo è il punto cruciale espresso da questo esemplare
  • il sistema decimale posizionale.

Da quel momento, moltiplicazioni e divisioni diventano operazioni agili su carta: il Liber Abbaci è di fatto la grammatica del calcolo moderno e uno dei manoscritti matematici più importanti della storia.

I “numeri arabi”… in realtà indiani

Il sistema decimale posizionale con base dieci e zero nasce in India tra VI e VII secolo. Dall’VIII secolo i testi scientifici indiani vengono tradotti e diffusi nel mondo arabo, che perfeziona le cifre lungo due filoni grafici (orientale e occidentale).

L’Europa cristiana entra in contatto con questa innovazione attraverso le reti commerciali e culturali dell’Islam. Al di là delle tensioni del tempo, i numeri indo–arabici diventano un linguaggio universale capace di unire India, mondo arabo ed Europa. Il Liber Abbaci è la porta principale attraverso cui questo linguaggio entra stabilmente nell’Occidente latino.

0 — Zefiro, il numero che non esisteva

I Romani non avevano il numero zero.

Il vuoto, per loro, non era una cifra ma un concetto linguistico: non est, nulla. Nei documenti contabili o giuridici, dove oggi scriveremmo “0”, compariva l’assenza espressa a parole.

Il loro sistema di numerazione, additivo e sottrattivo ma non posizionale, non aveva bisogno dello zero per funzionare. E infatti funzionava: per contare, registrare, amministrare un impero.

Ma proprio questa assenza era anche il suo limite.

Senza lo zero, il calcolo non poteva diventare astratto, rapido, potenzialmente infinito. Mancava il silenzio tra le note, lo spazio che dà senso alle cifre.

A dare forma a quel “vuoto” furono gli indiani: per primi capirono che lo zero non era soltanto assenza, ma un numero con regole proprie, capace di cambiare il valore di tutti gli altri grazie al sistema posizionale.

Il mondo arabo accolse e sviluppò questa idea, trasformandola in uno strumento potente di calcolo e trasmissione del sapere.

Poi arrivò lui: Leonardo Pisano. Fibonacci lo incontrò nei porti e nei mercati del Mediterraneo, lo vide funzionare nella pratica — e lo portò in Italia.

E così, da un segno minuscolo, nacque una rivoluzione enorme: un numero che sembra “niente”, ma rende possibile tutto.

Lo zero compare fin dalle primissime righe del Capitolo I del Liber Abbaci.

È proprio nell’incipit dell’opera che Fibonacci presenta le nove cifre indiane e introduce il “segno” dello zero, che è la chiave di volta di tutto il sistema posizionale.

Ecco il passaggio esatto:

“Novem figure indorum he sunt 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Cum his itaque novem figuris, et cum hoc signo 0, quod arabice zephirum appellatur, scribitur quilibet numerus…”

“Le nove figure degli indiani sono queste: 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Con queste nove figure, e con questo segno 0, che in arabo è chiamato zephirum, si scrive qualsiasi numero…”

Fibonacci non dice che lo zero è un numero come gli altri. Dice qualcosa di più radicale: senza lo zefiro nessun numero può essere scritto.

È il riconoscimento formale che il valore non nasce dalla cifra, ma dalla posizione.
Lo zero non aggiunge quantità: aggiunge ordine.

E con l’ordine, arriva il calcolo moderno.

La successione di Fibonacci

Nel capitolo XII del Liber Abbaci compare il celebre problema dei conigli: una coppia iniziale, che dal secondo mese genera ogni mese una nuova coppia, porta a una progressione in cui ogni termine è la somma dei due precedenti. Così nascono i numeri: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, …, oggi noti come successione di Fibonacci.

«Cum posuerit unus homo par unum coniculorum in uno loco, qui par in uno mense generat alium par… quot paria coniculorum ex illo pario fiunt in fine unius anni?» (Liber Abbaci, cap. XII)

Quella che nasce come soluzione a un problema di matematica applicata diventa una delle sequenze più famose al mondo, studiata in relazione alla natura, alla geometria e alla Sezione Aurea.

Sezione Aurea e numero aureo φ: dal Liber Abbaci all’armonia

La Sezione Aurea è un numero speciale, φ ≈ 1,618…, chiamato phi in omaggio a Fidia. Non è un’etichetta aggiunta dopo: nasce da una dinamica semplice e potente, la stessa che anima la successione di Fibonacci.

La successione è una regola di crescita essenziale: il nuovo si genera sommando ciò che già esiste. È una matematica che non “inventa dal nulla”, ma costruisce passo dopo passo, come fa la natura. E quando osserviamo il rapporto fra termini consecutivi, F₍ₙ₊₁₎/F₍ₙ₎, succede qualcosa di sorprendente: all’inizio il valore oscilla, poi si disciplina, si stabilizza, e tende sempre di più a un limite. Quel limite è proprio φ. Come se la crescita, ripetuta abbastanza a lungo, rivelasse una proporzione interna: dal calcolo emerge una misura dell’Armonia.

Qui si apre anche una lettura simbolica: il rapporto si avvicina a φ senza mai “coincidere” completamente. È un movimento asintotico, un avvicinamento infinito. E in quella distanza — che non si annulla mai del tutto — possiamo leggere la tensione fra Umano e Divino, fra imperfezione e ideale: non una conquista immediata, ma un percorso, un affinamento, un orientamento continuo verso una forma più alta.

In natura questa logica affiora spesso nelle spirali:

  • nei girasoli (34/55, 55/89),
  • nelle margherite (21, 34, 55, 89),
  • nell’autosimilarità del cavolo romano,
  • nelle spirali che restano simili a sé stesse mentre crescono.

E quando l’uomo costruisce, questa sensibilità diventa linguaggio: dal Rinascimento di Pacioli e Leonardo fino al Modulor di Le Corbusier, il numero torna a farsi misura, progetto, forma.

Ed è proprio qui che il legame si chiude in modo chiaro: la Versione Aurea del manoscritto è stata pensata per dichiarare esplicitamente questa connessione.

La Successione di Fibonacci è una legge della crescita, che attraverso il rapporto tra Divino ed umano diventa la Sezione Aurea, la misura dell’Armonia.

Sezione Aurea di Fibonacci | Antiquus Opere esclusive per clienti unici

In questo senso la successione è indispensabile: senza la sua legge ricorsiva (il nuovo che nasce dalla somma di ciò che già c’è e di ciò che mancava), non affiorerebbe la proporzione aurea. Dal fare i conti nasce una misura dell’armonia.
C’è poi una lettura simbolica, semplice e potente: nel rapporto F_(n+1)/F_npossiamo scorgere la relazione fra perfetto e imperfetto, Divino e Umano. L’uomo si avvicina al divino senza mai coincidere pienamente: una tensione asintotica verso il miglioramento, la crescita, anche interiore. Così, φ non è solo un numero: è un messaggio di armonia, una chiave che mette in risonanza matematica, natura, arte e spiritualità.

Perché l’esemplare 0?

L’esemplare 0 non è fondamentale per ciò che rappresenta, ma per ciò che rende possibile: incarna il paradosso fondativo dello zero.

Nel Liber Abbaci, esso non figura come un numero ‘tra gli altri’, bensì come la condizione necessaria per l’esistenza di tutti gli altri: senza lo zero non esistono il 10, il 100 o il 1000, ma solo segni isolati privi di struttura posizionale.

Per questo lo zero è unico per definizione. Mentre tutto è replicabile, lo zero si sottrae alla copia: due zeri non creano un doppio, ma ribadiscono il medesimo nulla. È una soglia simbolica persino più potente dell’Uno: vuoto fecondo, cerchio perfetto, l’istante prima dell’espansione.

Rappresenta lo spartiacque tra due ere: un mondo antico che sopravviveva senza zero, e un mondo moderno che senza di esso non potrebbe esistere. In una collezione, dunque, l’Esemplare 0 non è semplicemente ‘più raro’: è irripetibile.

  • Autorevolezza istituzionale: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Mateureka – Museo del Calcolo, Edizioni Imago
  • Artigianalità italiana: controllo qualitativo pagina per pagina, materiali premium, rispetto delle misure dell’originale
  • Autenticità garantita: certificato di autenticità dell’opera in facsimile; certificazione notarile su richiesta
  • Richiedi disponibilità o prenota la Consegna VIP su antiquus.it per ricevere il tuo facsimile del Liber Abbaci direttamente a casa o nel tuo studio.

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