Relazione Manzoni dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla

Relazione Manzoni dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla

Pregiata edizione in facsimile della relazione autografa di Alessandro Manzoni, il manoscritto Varia 30 conservato presso la Biblioteca Reale di Torino, proposta in tiratura limitata di 150 esemplari.

Pregiata edizione in facsimile della relazione autografa di Alessandro Manzoni, identificata con il manoscritto Varia 30 e conservata presso la Biblioteca Reale di Torino, proposta in tiratura limitata di 150 esemplari. Uno dei temi centrali del Risorgimento e dell’Unità d’Italia fu l’unificazione della lingua italiana. A Manzoni fu affidata una relazione su questo tema fondamentale, che Antiquus ha il piacere e l’onore di proporre in facsimile, accompagnata da un autorevole commentario del Presidente dell’Accademia della Crusca. Un’opera editoriale di alto profilo, destinata a lettori, studiosi e collezionisti sensibili al valore del Risorgimento italiano e alla grande tradizione culturale della lingua italiana. Nell’aprile del 1868, Emilio Broglio donò il manoscritto alla principessa Margherita di Savoia, in occasione delle nozze con il futuro re Umberto I. Margherita divenne poi regina nel 1878, con l’ascesa al trono del marito. Punti di forza 1. Un testo chiave di Alessandro Manzoni Un’opera fondamentale per comprendere il tema dell’unità della lingua italiana e il suo legame con il Risorgimento. 2. Un commentario di altissimo prestigio Il volume è accompagnato dal commentario del Presidente dell’Accademia della Crusca, che ne valorizza autorevolezza e contenuto. 3. Un’opera pensata per il collezionismo Un titolo di forte valore culturale, letterario e simbolico, ideale per studiosi, appassionati e collezionisti. 4. Un’edizione esclusiva La tiratura limitata a 150 esemplari ne rafforza rarità, pregio e desiderabilità. 5. Tutte le garanzie Antiquus Inclusi garanzia di 60 mesi, recesso di 30 giorni e donazione dell’ulivo.  

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999,00 

Descrizione

L’edizione è stata presentata dalla Società Dante Alighieri il 28 aprile 2025, in un incontro che ha visto la presenza di Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, con gli interventi di Claudio Marazzini, Presidente emerito dell’Accademia della Crusca, e di Lucilla Pizzoli, linguista dell’Università degli Studi Internazionali di Roma.

C’è poi una curiosità di straordinaria immediatezza: Alessandro Manzoni scrive questa relazione come molti di noi hanno scritto i temi d’italiano a scuola, piegando il foglio a metà e utilizzando solo la parte destra, mentre la sinistra resta libera per correzioni e aggiunte.

In questo gesto semplice si coglie un tratto autentico della grandezza di Manzoni: un’umiltà operosa, concreta, quasi familiare, capace ancora oggi di riportarci alla memoria della nostra giovinezza.

Questa edizione comprende

il facsimile artigianale della relazione manoscritta di Alessandro Manzoni, Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla

  • il commentario autorevole del Presidente dell’Accademia della Crusca
  • il certificato di autenticità con numerazione dell’esemplare
  • il certificato di garanzia di 60 mesi
  • una guida sintetica in 10 punti per orientarsi nell’opera
  • un approfondimento esteso dedicato al contesto, ai contenuti e alla rilevanza storica
  • l’accesso ai contenuti multimediali dedicati
  • il certificato personalizzato di adozione dell’ulivo in Salento

Scheda tecnica

  • Autore: Alessandro Manzoni
  • Titolo dell’opera: Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla
  • Dimensioni del volume: 23 × 34 × 3 cm circa
  • Peso: 1 kg circa
  • Tipologia editoriale: edizione di pregio
  • Rivestimento: coperta in vellutino con rifiniture in metallo
  • Custodia: contenitore in vellutino
  • Ambito culturale: lingua italiana, letteratura, storia culturale, bibliofilia
  • Prezzo di vendita: € 999,00
  • Garanzia: 60 mesi
  • Diritto di recesso: 30 giorni
  • Valore aggiunto Antiquus: donazione dell’ulivo

Descrizione

Dopo la realizzazione dell’Unità d’Italia, si pose con urgenza il problema dell’unificazione della lingua italiana. Il ministro della Pubblica Istruzione, Emilio Broglio, nominò nel gennaio 1868 una commissione suddivisa in una sezione milanese e in una fiorentina, incaricata di «ricercare e di proporre tutti i provvedimenti e i modi coi quali si possa aiutare e rendere più universale in tutti gli ordini del popolo la notizia della buona lingua e della buona pronunzia», chiamando Alessandro Manzoni a dirigere la sottocommissione milanese.

Manzoni muove dalla constatazione che la lingua italiana, in senso pienamente nazionale, non esiste ancora né nella forma parlata, occupata dai diversi dialetti, né in quella scritta, poiché la lingua letteraria non basta a soddisfare tutte le esigenze della comunicazione civile.

Da questa premessa derivano i due obiettivi fondamentali della sua relazione: dimostrare che il mezzo più efficace per sostituire ai dialetti una lingua comune consiste nell’adozione di un idioma realmente vivo, individuato nel fiorentino d’uso, nobilitato dai grandi autori della tradizione e dotato di particolare efficacia espressiva; e indicare, come strumento concreto per raggiungere tale fine, la redazione di un vocabolario normativo capace di fungere da riferimento comune.

Organizzata in forma argomentativa, attraverso l’affermazione progressiva di tesi e la risposta alle possibili obiezioni, la Relazione non è soltanto un testo teorico, ma una vera proposta di politica linguistica, nonché uno dei documenti più significativi dell’attività pubblica di Manzoni e del suo rapporto con le istituzioni del nuovo Stato unitario.

Per approfondire il contesto storico, culturale e linguistico in cui nasce questa opera, è possibile leggere anche l’articolo dedicato a Alessandro Manzoni e la relazione sull’unità della lingua italiana, che ne analizza significato e importanza nel Risorgimento.

Con straordinaria modernità, Manzoni concepisce la lingua non come semplice strumento letterario, ma come mezzo di comunicazione di un’intera nazione. Lo chiarisce egli stesso in chiusura, quando osserva che «il signor Ministro ha sostituita la questione sociale e nazionale a un fascio di questioni letterarie».

Manzoni preparò personalmente la relazione, senza la collaborazione diretta degli altri commissari, che la approvarono nel marzo 1868, apportando soltanto aggiunte marginali.

Conclusioni

Quest’opera non è soltanto una riflessione linguistica di straordinaria lucidità, ma si colloca nel cuore stesso del Risorgimento italiano, quando la costruzione della nazione passava anche attraverso la ricerca di una lingua comune, viva, condivisa, capace di unire ciò che la storia aveva a lungo mantenuto diviso. Nella visione di Alessandro Manzoni, la lingua non è un semplice strumento di espressione, ma coscienza civile, identità collettiva e destino culturale.

In questa prospettiva, il legame con Dante Alighieri appare profondo e naturale. Se Dante aveva indicato all’Italia l’orizzonte alto di una lingua degna della sua civiltà, Manzoni ne raccoglie l’eredità nel tempo della nazione moderna, trasformando la questione della lingua in un concreto progetto di unità e diffusione. Tra il poeta che per primo intuì la forza spirituale del volgare e lo scrittore che ne volle l’affermazione come lingua comune dell’Italia unita, si delinea una continuità ideale di eccezionale valore.

Possedere questo volume significa custodire non solo una pagina eminente del pensiero manzoniano, ma anche una testimonianza viva del cammino culturale che conduce da Dante al Risorgimento, e dal Risorgimento all’idea stessa di Italia.

Un’opera che unisce Dante, Manzoni e il Risorgimento italiano in una testimonianza di alto valore culturale, pensata per essere custodita, studiata e tramandata.

Domande e risposte sul manoscritto “Relazione Manzoni dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla”

È un’edizione in facsimile della celebre relazione autografa di Alessandro Manzoni dedicata al tema dell’unità della lingua italiana, uno dei nodi centrali del Risorgimento e della costruzione culturale dell’Italia unita.

Si tratta di un facsimile di pregio: una riproduzione integrale e fedele del manoscritto originale, pensata per restituirne il più possibile aspetto, proporzioni e valore percettivo, senza confondersi con l’esemplare storico autentico.

Il manoscritto della Relazione sull’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla fu inviato da Alessandro Manzoni al ministro Emilio Broglio nel 1868. Nello stesso anno, Broglio lo donò alla principessa Margherita di Savoia in occasione delle nozze con il futuro re Umberto I. Margherita sarebbe poi diventata regina d’Italia nel 1878: un passaggio che conferisce all’opera un valore storico e simbolico ancora più forte. Ora il manoscritto è conservato presso la Biblioteca Reale di Torino.

Perché affronta un tema decisivo della storia italiana: l’unificazione linguistica. La relazione di Manzoni è considerata un testo chiave per comprendere il legame tra lingua, identità nazionale e Risorgimento.

Sì. L’opera è proposta in tiratura limitata di 150 esemplari, elemento che ne rafforza il valore editoriale e collezionistico.

Sì. Il facsimile è accompagnato da un autorevole commentario del Presidente dell’Accademia della Crusca, che arricchisce l’opera con un inquadramento culturale e linguistico di alto profilo.

È pensata per lettori, studiosi, bibliofili e collezionisti interessati alla lingua italiana, alla letteratura, al Risorgimento e alle edizioni di pregio.

Il volume misura circa 23 × 34 × 3 cm, pesa circa 1 kg, presenta coperta in vellutino con rifiniture in metallo ed è custodito in un contenitore in vellutino.

Garanzia di 60 mesi e diritto di recesso di 30 giorni, offrendo una tutela chiara per l’acquirente.

Perché non è solo un testo da leggere, ma un’opera editoriale di pregio che unisce valore storico, dimensione estetica e fedeltà all’originale, offrendo un’esperienza più vicina possibile al manoscritto custodito in biblioteca.

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