Mappa Armena – Tabula Chorographica Armenica

Mappa Armena – Tabula Chorographica Armenica

Conservata alla Biblioteca Universitaria di Bologna

La Tabula Chorographica Armenica, un enorme rotulo manoscritto (circa 358 × 120 cm), composto da 16 fogli di carta incollati su tela. Fu realizzata a Costantinopoli nel 1691 dal dotto armeno Eremia Çelebi Keomurjian (con il figlio Tēr Malakʿia) su commissione del bolognese Luigi Ferdinando Marsili. Oggi è conservata nel Fondo Marsili della BUB con la segnatura rot. 24. La mappa racconta la storia e la geografia sacra della Chiesa armena con oltre 800 vignette e simboli ad acquerello in armeno che mappano monasteri, santuari, luoghi anti e centri religiosi, con l’orientamento ad est. Più che una carta “politica”, è un atlante della memoria religiosa armena nato dall’incontro tra cultura ottomana e italiana. Racconta luoghi trasformati o perduti, offrendo una testimonianza storica e devozionale di raro valore.

6.500,00 

Descrizione

Dati tecnici

  • Dimensioni: 358 cm per 120 cm
  • Materiale: Carta incollata su tela come l’originale
    Stampa fine art
  • Applicazione: manuale a pennello di oro a 23 carati
  • Condizioni: nuovo con certificato di autenticità ed indicazione numero esemplare
  • Casa editrice: Imago Rimini
  • Garanzia: 24 mesi

Cosa stai acquistando

Il facsimile della Mappa armena Tabula Chorographica Armenica in dimensioni reali scala 1:1
Commentario critico e apparato storico-artistico che ne svela i segreti
Custodia a scelta: scatola di lusso in cartone eco-sostenibile oppure cornice in plexiglass per esposizione
Certificato dell’ulivo donato al Salento (progetto Olivami)
Certificato di autenticità “colophon” con numero di tiratura

Il facsimile riproduce esattamente le dimensioni, il materiale utilizzato e le decorazioni in oro 23 carati che vengono applicate manualmente

Storia

Nel 1691 il bolognese Luigi Ferdinando Marsili commissiona a Eremia Çelebi Kömürcüyan (con il figlio Tēr Malakʿia), intellettuale armeno di Costantinopoli, una grande carta della “situazione” della Chiesa armena. Nasce così la Tabula Chorographica Armenica: tempera e inchiostro su carta, 16 fogli incollati su tela, formato monumentale 358 × 120 cm. È un prodotto della diplomazia culturale tra mondo ottomano e Italia.

Dopo la morte di Marsili la mappa scivola nell’ombra per tre secoli, finché nel 1991 — preparando la mostra Esplorazioni in Biblioteca — viene riscoperta nei depositi della Biblioteca Universitaria di Bologna, con la segnatura Fondo Marsili, rot. 24. Da allora è studiata ed esposta, fino alla ribalta internazionale con la mostra “Armenia!” al Metropolitan Museum (2018–2019).

Nel 2023 la BUB avvia, in alta definizione e con il sostegno di Fondazione Carisbo, la digitalizzazione in gigapixel del rotolo (fronte/retro). Il risultato è consultabile online e proiettato in grande formato nella mostra “Tracce armene” (17 febbraio 2023): un modello di valorizzazione del Fondo Marsili.

Sinossi

Il rotolo unisce altissimo artigianato e regia visiva. È realizzato in carta incollata su tela con miniature, decorazioni, scritti in acquerello e decorazioni in oro che gerarchizzano lo sguardo (santi, episodi chiave, luighi primari). Il lessico figurativo dialoga con la tradizione armeno-bizantina della luce-oro come segno del divino.

La mappa ha nove livelli di lettura:

  1. Materico-tecnico: la presenza dell’oggetto
    Il rotolo si presenta monumentale: carta su tela e lumeggiature in oro 23 kt creano una superficie vibrante. Appeso o disteso su tavolo espositivo, impone una presenza autorevole ma sobria e qualifica casa, ufficio o studio senza sovrastare l’ambiente.
  2. Cartografico-geografico: l’orientamento della meraviglia
    La mappa non misura, narra. L’orientamento a oriente e la resa di rilievi e corsi d’acqua guidano l’occhio; il lettore procede, quadro dopo quadro, e costruisce un viaggio mentale più che una rotta.
  3. Corografico-sacrale: la geografia della salvezza
    Monasteri, santuari e sedi episcopali compongono un atlante della memoria religiosa armena. Ogni segno rimanda, custodisce e tramanda storie di comunità; chi osserva riconosce una mappa che unisce devozione e conoscenza.
  4. Iconografico-simbolico: quando l’immagine guida
    Vignette, aureole, gesti liturgici e raggi parlano prima delle parole. L’oro, usato con intelligenza, accende i nuclei narrativi, seleziona le priorità e rende leggibile l’insieme anche a chi non conosce la lingua.
  5. Storico-politico: il secolo e i suoi confini
    Sul fondo, il tardo Seicento affiora: domini e frontiere definiscono gli equilibri. La mappa ritrae il mondo armeno del tempo e offre allo storico coordinate, al visitatore suggestioni che allargano lo sguardo.
  6. Ecclesiologico-istituzionale: l’ordine delle giurisdizioni
    La Chiesa armena e sue relazioni emergono con chiarezza. Appare come rete che organizza territori e funzioni; questa chiave aggiunge profondità e facilita percorsi di visita comprensibili.
  7. Interculturale: un ponte ottomano-italiano
    Una committenza europea, una mano armena, un contesto ottomano si incontrano e generano l’opera. La mappa testimonia scambi di saperi e promuove un’idea di cultura che valica i confini: questo messaggio dialoga bene con spazi contemporanei.
  8. Filologico-linguistico: la voce dei toponimi
    Toponimi e didascalie in armeno documentano il territorio e offrono materia di studio. Per il collezionista comunicano autenticità; per il pubblico segnalano che l’opera unisce bellezza e sostanza.
  9. Curatoriale-espositivo: luce, distanza, ritmo
    Una regia attenta fa vibrare l’oro: una luce leggermente radente esalta le lumeggiature; due distanze di fruizione (colpo d’occhio e dettaglio) accompagnano la visita; una breve legenda orienta e 2-3 particolari “da cercare” attivano la curiosità. Così l’opera arreda, racconta e trattiene.

Questa mappa unisce presenza, storia e senso. I nove livelli accompagnano chi guarda e trasformano l’attenzione in conversazione. In ambienti di rappresentanza porta luce e cultura; in una collezione privata offre un motivo per tornare a guardare, ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo.

Un punto d’oro dove tutto converge

Il cuore dell’opera è la scena in cui San Gregorio l’Illuminatore, con il turibolo, scaccia gli idoli a Muš. L’idolo in oro non celebra il paganesimo: mette in luce l’istante in cui la sua attrazione svanisce davanti alla fede. In quel punto la mappa riassume la conversione di un popolo.

Conclusioni

È un’opera scenografica che unisce presenza e raffinatezza: il formato importante e le decorazioni in oro 23 carati creano un colpo d’occhio deciso, luminoso e sempre elegante. In casa, in ufficio o in uno studio di rappresentanza diventa subito un punto focale che qualifica l’ambiente senza sovrastarlo; attira lo sguardo, accende la curiosità e invita a soffermarsi sui dettagli. Non è solo arredo: è una conversazione aperta, capace di stimolare riflessione e meraviglia ogni volta che la si guarda.

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Mappa Armena – Tabula Chorographica Armenica

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