I Trionfi di Petrarca – XVI secolo – Francesco Petrarca – Porcia e i carboni ardenti
Riproduzione in tiratura limitata e numerata dal foglio 33r del Codice 2581, Österreichische Nationalbibliothek, Vienna fronte-retro con decorazioni in oro
Una scena di amore, fedeltà e morte. Questa carta non mostra soltanto un episodio: racconta una tragedia in maniera dinamica. Porcia riceve la notizia della fine di Bruto. Sopra di lei, in lontananza, la battaglia racconta la causa della tragedia; accanto a lei arde il fuoco che diventerà lo strumento del suo gesto estremo. Il miniatore racchiude in un’unica immagine la grande storia di Roma e il dramma silenzioso di una donna. La carta proposta è una riproduzione in tiratura limitata e numerata tratta dal foglio 33r dei Trionfi di Francesco Petrarca, Codice 2581 della Österreichische Nationalbibliothek di Vienna. La scena raffigura Porcia, moglie di Bruto, nel momento tragico in cui, appresa la morte del marito, sceglie di togliersi la vita con i carboni ardenti. La composizione è costruita su due piani narrativi: in alto la battaglia che conduce alla morte di Bruto, in basso il dolore privato di Porcia, colta nell’istante che precede il gesto estremo. Una riproduzione in tiratura limitata e numerata, ideale per collezionisti, appassionati di manoscritti miniati, letteratura italiana, storia romana e arte rinascimentale europea.Desideri avere maggiori informazioni su questo prodotto? Clicca qui e compila il form per essere contattato da un nostro curatore.
149,00 €
- Descrizione
Descrizione
Descrizione
Questa pagina racconta una storia di guerra, amore, fedeltà e morte.
Questa carta riproduce il foglio 33r dei Trionfi di Francesco Petrarca, Codice 2581, oggi conservato presso la Österreichische Nationalbibliothek di Vienna. La scena appartiene al ciclo del Trionfo dell’Amore, dove Petrarca raccoglie figure storiche, mitologiche e letterarie vinte dalla forza dell’amore, della passione e del destino.
La protagonista è Porcia, figlia di Catone l’Uticense e moglie di Marco Giunio Bruto, uno dei congiurati contro Giulio Cesare. La miniatura rappresenta il momento successivo alla morte di Bruto: Porcia riceve la notizia e, sopraffatta dal dolore, decide di seguirlo nella morte ingerendo carboni ardenti.
L’immagine è costruita come una vera sequenza narrativa. Nella parte alta, oltre le architetture, si apre la scena della battaglia: è l’evento storico, la causa della tragedia. Nella parte inferiore, all’interno di uno spazio domestico e teatrale, si consuma invece il dramma privato: Porcia ascolta la notizia, il camino arde accanto a lei, il carbone diventa il simbolo della decisione estrema.
Ciò che rende questa carta particolarmente affascinante è la sua dinamicità narrativa. Il miniatore non rappresenta un solo istante, ma concentra nella stessa immagine più momenti della vicenda: la battaglia, la notizia, il dolore, la scelta finale. È una piccola macchina narrativa del Cinquecento, capace di unire il tempo della storia pubblica e quello della tragedia interiore.
Il centro emotivo della scena è però il volto di Porcia. Prima ancora del gesto dei carboni ardenti, l’artista sembra voler fissare l’istante psicologico della disperazione: il dolore per la morte del marito è già inscritto nell’espressione della protagonista. La miniatura non racconta soltanto un suicidio antico, ma il momento in cui l’amore, il lutto e la fedeltà diventano destino.
La storia del manoscritto
Il codice da cui deriva questa carta appartiene a uno dei cicli miniati più affascinanti dedicati ai Trionfi petrarcheschi.
L’opera testimonia la grande fortuna francese di Petrarca: il testo è in traduzione francese attribuita a Simon Bougouyne, e il manoscritto è suddiviso in due volumi, oggi identificati come Cod. 2581 e Cod. 2582 della Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna. La decorazione comprende 86 grandi miniature, incorniciate da architetture dipinte, che trasformano il testo poetico in un grande teatro visivo di storia, mito e memoria.
La storia proprietaria del manoscritto è particolarmente prestigiosa.
Il codice appartenne inizialmente a Renato II di Lorena, il cui stemma era presente all’inizio e alla fine del volume. Passò poi nella raccolta di Eugenio di Savoia, grande condottiero e raffinato collezionista. Nel 1738 entrò nella raccolta dell’imperatore Carlo VI e quindi nella Biblioteca di Vienna. Durante l’età napoleonica fu portato in Francia da Napoleone nel 1808, per poi tornare a Vienna nel 1814, nel contesto della Restaurazione.
Questi passaggi rendono il manoscritto non solo un capolavoro della miniatura europea, ma anche un oggetto dalla storia avventurosa: dalle corti di Lorena alla raccolta sabauda, dalla Vienna imperiale alla Francia napoleonica, fino al ritorno nella capitale austriaca.
Scheda tecnica prodotto
- Caratteristica: Dettaglio
- Opera: I Trionfi di Petrarca
- Autore: Francesco Petrarca
- Epoca del manoscritto originale: XVI secolo / primo Cinquecento
- Soggetto della carta: Porcia e i carboni ardenti
- Foglio di riferimento: 33r
- Codice originale: Cod. 2581
- Biblioteca dell’originale: Österreichische Nationalbibliothek, Vienna
- Ciclo iconografico: Trionfo dell’Amore
- Traduzione: Francese, attribuita a Simon Bougouyne
- Tipologia: Carta miniata da collezione
- Edizione: Riproduzione in tiratura limitata e numerata in 199 esemplari
- Materiale: Carta speciale
- Stampa: fine art con decorazioni in oro
- Allegati all’opera: certificato, garanzia, istruzioni per la conservazione, breve descrizione dell’opera
- Prezzo: €149,00
Perché collezionarla
Questa carta è particolarmente significativa perché unisce tre dimensioni.
Letteratura: nasce dai Trionfi di Petrarca, una delle grandi opere allegoriche della tradizione italiana ed europea.
Storia: racconta un episodio legato alla tarda Repubblica romana, alla figura di Bruto e al destino tragico di Porcia.
Arte della narrazione: la miniatura non è statica, ma dinamica. In una sola immagine convivono causa e conseguenza, battaglia e lutto, evento pubblico e dramma privato.
È una carta pensata per chi ama gli oggetti che non si esauriscono nello sguardo, ma invitano a leggere, osservare, interpretare.
Faq – I trionfi di Petrarca – foglio 33r
La carta raffigura Porcia, moglie di Bruto, nel momento in cui apprende la morte del marito e sceglie di togliersi la vita con i carboni ardenti. La scena appartiene al ciclo del Trionfo dell’Amore dei Trionfi di Francesco Petrarca e unisce tragedia storica, amore coniugale e forte intensità emotiva.
La carta è tratta da I Trionfi di Francesco Petrarca, una delle opere allegoriche più celebri del poeta. Il soggetto appartiene alla tradizione figurativa del Trionfo dell’Amore, dove compaiono personaggi storici e leggendari dominati dalla forza dell’amore e del destino.
Il foglio 33r appartiene al Codice 2581, conservato presso la Österreichische Nationalbibliothek di Vienna. Il codice fa parte dei celebri Trionfi di Petrarca in versione francese, insieme al Codice 2582.
No. La carta proposta è una riproduzione in tiratura limitata e numerata tratta dal foglio 33r del manoscritto originale. Non si tratta quindi di un foglio manoscritto del Cinquecento, ma di una carta da collezione ispirata a una miniatura storica conservata a Vienna.
Il manoscritto originale dei Trionfi di Petrarca è del XVI secolo, quindi del primo Cinquecento. Rappresenta un esempio raffinato della fortuna europea dell’opera petrarchesca e della cultura miniata francese legata alle corti aristocratiche.
Porcia era figlia di Catone l’Uticense e moglie di Marco Giunio Bruto, uno dei protagonisti della congiura contro Giulio Cesare. Nella tradizione antica è ricordata come figura di fedeltà, fermezza e coraggio, soprattutto per il gesto tragico compiuto dopo la morte del marito.
La scena in alto rappresenta la battaglia legata alla fine di Bruto. Il miniatore costruisce la narrazione su due livelli: sopra compare l’evento storico e militare, sotto il dramma privato di Porcia. In questo modo la carta racconta causa e conseguenza in un’unica immagine.
La miniatura non mostra un solo istante, ma condensa più momenti della storia: la battaglia, la notizia della morte di Bruto, il dolore di Porcia e il gesto estremo dei carboni ardenti. È una vera sequenza visiva, costruita come un piccolo teatro della memoria.
Il manoscritto appartenne a Renato II di Lorena, poi passò a Eugenio di Savoia. Nel 1738 entrò nella raccolta dell’imperatore Carlo VI e quindi nella Biblioteca di Vienna. Fu portato in Francia da Napoleone nel 1808 e tornò a Vienna nel 1814.
Questa carta unisce letteratura, storia e arte miniata. È legata a Francesco Petrarca, alla Roma repubblicana, alla figura tragica di Porcia e a un manoscritto dalla storia prestigiosa. È ideale per chi ama manoscritti miniati, Rinascimento, collezionismo culturale e oggetti capaci di raccontare una storia.













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