Anche se ora vivo a Rimini, una piacevole località di mare, sono cresciuto in un piccolo paese di una Romagna meno conosciuta, quella collinare che confina con la Toscana. Dove la piadina è più spessa e molte ricette fondono tradizioni romagnole e toscane.
Bene, questo paese dista in linea d’aria circa 25 chilometri dal Santuario Francescano de La Verna, anche se la strada per raggiungerlo non è delle più comode. Qualcuno partiva persino per assistere alla Messa della Vigilia di Natale: del resto, il luogo è di una bellezza straordinaria e trasmette armonia, pace e un’intensa energia spirituale.
Perché vi racconto questo? Perché proprio nel luogo in cui oggi sorge il Santuario della Verna, San Francesco d’Assisi resistette al demonio e ricevette le stigmate, nel 1224. Ancora oggi è possibile visitare la grotta in cui il Santo si ritirò in preghiera: meta di pellegrinaggio e di profonda devozione.
Cosa sono le stigmate e perché sono così importanti
Nel pensiero cattolico, le stigmate si comprendono soltanto alla luce della Passione di Cristo, cioè delle sofferenze che Gesù ha liberamente accettato per la redenzione del mondo: l’agonia nell’Orto degli Ulivi, la Flagellazione, la coronazione di spine, il trasporto della croce, la crocifissione e la morte sul Calvario. Per questo motivo, le stigmate sono considerate una misteriosa partecipazione ai segni della Passione del Signore e riguardano soprattutto le ferite delle mani, dei piedi, del costato e, talvolta, anche della fronte.
Dal punto di vista cattolico, tuttavia, non vengono mai interpretate come un fenomeno spettacolare o semplicemente prodigioso. Il loro significato più profondo è spirituale: esprimono una speciale unione con Cristo crocifisso. In alcune anime, Dio permette che questa partecipazione interiore alla Passione di Gesù si manifesti anche nel corpo, come segno di una conformazione particolarmente intensa al suo sacrificio.
La Chiesa insegna che il centro della fede non sono le stigmate, ma Gesù Cristo morto e risorto. Per questo una persona non diventa santa perché riceve le stigmate; al contrario, quando esse sono autentiche, rappresentano un segno straordinario di una santità già radicata nell’amore, nell’umiltà, nell’obbedienza e nella partecipazione alla Croce del Signore. In altre parole, le stigmate non sostituiscono il Vangelo, ma ne richiamano con forza il cuore più profondo.
In questa prospettiva, le stigmate sono strettamente legate alla Passione perché esprimono la partecipazione del santo all’offerta redentrice di Cristo. Non aggiungono nulla al valore infinito del sacrificio di Gesù, che è perfetto e sufficiente, ma mostrano come un’anima possa essere associata in modo del tutto eccezionale al mistero della Croce. È questo il senso profondo delle parole di san Paolo: vivere in sé la comunione con le sofferenze di Cristo.
Per la sensibilità cattolica, dunque, le stigmate richiamano alla contemplazione della Passione, alla conversione del cuore, alla penitenza e all’amore crocifisso. Non sono un privilegio concesso per stupire, ma un dono raro attraverso il quale, nella vita dei santi, i fedeli sono invitati a tornare a Cristo che soffre e si dona per la salvezza del mondo.
I Santi stigmatizzati nella Chiesa Cattolica
La Chiesa Cattolica custodisce una tradizione antica, rara ma profondamente significativa, di santi che hanno ricevuto il dono delle stigmate. Si tratta di un fenomeno spirituale che ha sempre suscitato grande interesse, devozione e anche molte curiosità.
I santi che, secondo la tradizione cattolica, hanno ricevuto stigmate fisiche riconosciute sono otto. Questa serie inizia con San Francesco d’Assisi, che le ricevette nel 1224, e si conclude con San Pio da Pietrelcina, conosciuto da tutti come Padre Pio, le cui stigmate apparvero nel 1918.
Queste figure sono molto conosciute ed oggetto di grande devozione da parte dei fedeli. Nel mezzo sei donne, qui la parità di genere ha funzionato molto bene, fra cui le più conosciute Santa Caterina da Siena e Santa Rita da Cascia.
Questo è un elenco affidabile:
1. San Francesco d’Assisi
- Luogo delle stigmate: Monte della Verna
- Anno delle stigmate: 1224
- Anno di canonizzazione: 1228
- Papa canonizzante: Gregorio IX
- È il primo e più celebre santo stigmatizzato della tradizione cattolica. Ricevette le stigmate durante un’esperienza mistica sul Monte della Verna, mentre era immerso nella preghiera e nella contemplazione della Passione di Cristo. In lui, le stigmate rappresentano il segno della piena conformazione a Cristo crocifisso.
2. Santa Caterina da Siena
- Luogo delle stigmate: Pisa, chiesa di Santa Cristina
- Anno delle stigmate: 1375
- Anno di canonizzazione: 1461
- Papa canonizzante: Pio II
- Mistica domenicana e grande figura della Chiesa del Trecento, ricevette le stigmate a Pisa. Secondo la tradizione, inizialmente furono invisibili. La sua vita fu segnata da intensa preghiera, penitenza, carità e da un ruolo di primo piano nella vita ecclesiale e politica del suo tempo.
3. Santa Rita da Cascia
- Luogo delle stigmate: Cascia
- Anno delle stigmate: 1432
- Anno di canonizzazione: 1900
- Papa canonizzante: Leone XIII
- Santa amatissima dal popolo cristiano, è legata soprattutto alla ferita della spina sulla fronte, ricevuta durante la meditazione della Passione. Più che di stigmate diffuse su tutto il corpo, nel suo caso si parla tradizionalmente di un segno doloroso e permanente, associato alla corona di spine di Cristo.
4. Santa Caterina de’ Ricci
- Luogo delle stigmate: Prato
- Anno delle stigmate: 1542
- Anno di canonizzazione: 1746
- Papa canonizzante: Benedetto XIV
- Monaca domenicana, visse profonde esperienze mistiche unite alla contemplazione della Passione di Cristo. Le sue stigmate si inserirono in una vita segnata da estasi, visioni e straordinaria intensità spirituale. È una delle grandi figure mistiche del Cinquecento italiano.
5. Santa Veronica Giuliani
- Luogo delle stigmate: Città di Castello
- Anno delle stigmate: 1697
- Anno di canonizzazione: 1839
- Papa canonizzante: Gregorio XVI
- Clarissa cappuccina, fu una delle mistiche più intense della spiritualità barocca. La sua esperienza interiore fu profondamente centrata sulla Passione di Cristo, e le stigmate costituirono uno degli aspetti più noti della sua vita ascetica e contemplativa.
6. Santa Maria di Gesù Crocifisso Baouardy
- Luogo delle stigmate: Marsiglia
- Anno delle stigmate: circa 1865–1866
- Anno di canonizzazione: 2015
- Papa canonizzante: Francesco
- Carmelitana scalza palestinese, conosciuta anche come Mariam Baouardy o la Piccola Araba, visse un’esistenza segnata da umiltà, estasi e fenomeni mistici. Le stigmate si collocano negli anni precedenti al suo ingresso definitivo nel Carmelo. La sua figura è tra le più affascinanti della mistica cattolica dell’Ottocento.
7. Santa Gemma Galgani
- Luogo delle stigmate: Lucca
- Anno delle stigmate: 1899
- Anno di canonizzazione: 1940
- Papa canonizzante: Pio XII
- Giovane mistica laica, visse una profonda unione interiore con la Passione di Cristo. Le stigmate comparivano soprattutto in momenti particolari della sua vita spirituale. La sua figura è ancora oggi tra le più note della mistica cattolica tra Ottocento e Novecento.
8. San Pio da Pietrelcina
- Luogo delle stigmate: San Giovanni Rotondo
- Anno delle stigmate: 1918
- Anno di canonizzazione: 2002
- Papa canonizzante: Giovanni Paolo II
- Cappuccino e grande confessore, è il santo stigmatizzato più celebre dell’età contemporanea. Le stigmate visibili e permanenti apparvero nel 1918 e lo accompagnarono per gran parte della vita. La sua fama di santità si diffuse in tutto il mondo già mentre era ancora in vita.
San Francesco, la scelta, le stigmate
Nell’estate del 1224, ormai provato dalla malattia e da una vita di penitenza, San Francesco d’Assisi si ritirò sul Monte della Verna per un lungo periodo di preghiera e digiuno. Sarebbe morto due anni dopo, nel 1226. In quel luogo visse una profonda prova spirituale, interpretata dalla tradizione anche come un assalto o una tentazione del demonio. Da quella esperienza uscì trasformato, fino a ricevere il dono delle stigmate.
La spiritualità di San Francesco nasceva da un rapporto profondissimo con il Vangelo, che egli non considerava soltanto un testo da leggere, ma una parola da vivere concretamente nella propria esistenza. Per il Santo di Assisi, il Vangelo diventava guida quotidiana, modello di vita e fonte di trasformazione interiore. Questo legame tra Francesco e la Parola di Cristo è rappresentato anche nella miniatura “Il Vangelo e San Francesco: la Parola diventa Vita”, che esprime visivamente come la Scrittura possa trasformarsi in esperienza vissuta.
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Una formula particolarmente chiara, riportata nelle fonti francescane e ripresa anche da studi più recenti, afferma che “sul sacro monte della Verna”, mentre riceveva le stigmate, Francesco “ebbe a soffrire tentazioni e tribolazioni dai demoni”, al punto da non riuscire più a mostrare la sua abituale letizia. Egli stesso confidava al compagno che, se i frati avessero saputo quanto soffriva per quelle afflizioni, ne avrebbero avuto compassione.
Durante il ritiro alla Verna, San Francesco ebbe la visione di un serafino crocifisso e, attraverso questa esperienza mistica, ricevette le stigmate, ossia i segni visibili della Passione di Cristo.
Questo episodio, uno dei momenti più intensi della spiritualità cristiana medievale, è stato rappresentato in numerose miniature e opere d’arte. Tra queste si distingue la raffigurazione della Stigmatizzazione di San Francesco, oggi riproposta in una stampa artistica impreziosita da applicazione manuale di oro a 23 carati e cornice artigianale dorata.
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Secondo la tradizione, fu un momento segnato insieme da gioia e dolore: gioia per l’incontro amoroso con Cristo, dolore per la contemplazione della sua crocifissione. Quando la visione scomparve, lasciò in Francesco un profondo ardore spirituale e, nel suo corpo, i segni dei chiodi nelle mani e nei piedi, oltre alla ferita al costato.
Questo episodio, tramandato da san Bonaventura nella Legenda Maior, rappresenta uno dei vertici della spiritualità francescana e, ancora oggi, costituisce il cuore del messaggio della Verna.
Opere dedicate a San Francesco
Sul Monte della Verna, luogo di silenzio, penitenza e contemplazione, san Francesco d’Assisi visse uno dei momenti più alti e misteriosi della sua esperienza spirituale. Secondo la tradizione francescana, nel 1224 egli si ritirò in questo luogo per un tempo prolungato di preghiera e digiuno, osservando la quaresima in onore di san Michele Arcangelo. Non si trattò soltanto di un periodo di raccoglimento, ma di un vero cammino interiore, segnato da ascesi, lotta spirituale e desiderio di unirsi sempre più profondamente a Cristo crocifisso.
Le fonti presentano infatti Francesco immerso in una prova intensa, fatta di tribolazioni e tentazioni, in un contesto che richiama simbolicamente la figura di san Michele, difensore contro il male. Proprio all’interno di questa esperienza di purificazione, mentre meditava la Passione del Signore, il Santo ebbe la visione del serafino crocifisso e ricevette le stigmate, segno straordinario della sua conformazione a Cristo.
La Verna diventa così, nella memoria cristiana e nella spiritualità francescana, il luogo in cui si incontrano combattimento e contemplazione, sofferenza e amore, prova e trasfigurazione. Qui Francesco appare insieme uomo della lotta spirituale e uomo della pace, vicino a san Michele nella resistenza al demonio e vicino a Cristo nella partecipazione al mistero della Croce. Per questo il Santuario della Verna continua ancora oggi a essere meta di pellegrinaggio, meditazione e profonda devozione.
A testimonianza della forza spirituale e artistica di questo episodio, abbiamo a catalogo due stampe in serie limitata tratte da miniature che raffigurano momenti significativi della vita del Santo:
- La stigmatizzazione di San Francesco, che rappresenta il momento mistico avvenuto sul Monte della Verna.
- Il Vangelo e San Francesco: la Parola diventa Vita, immagine che esprime il legame profondo tra il Santo e il messaggio evangelico.
Si tratta di opere pensate per chi desidera portare nella propria casa, nel proprio studio o in un luogo di preghiera un’immagine di grande intensità devozionale.



